In Melog 2.0 di venerdi 29 aprile Gianluca Nicoletti invitava gli ascoltatori (ma premettendo che si aspettava soltanto interventi femminili) a commentare la tesi esposta da Gemma Gaetani nel suo ultimo libro Ogni donna ama un fascista. Sia Nicoletti che l'autrice, presente in studio, hanno chiarito che la definizione "fascista" del titolo veniva usata non nella sua accezione storica e politica, ma in senso metaforico, per definire - cito le parole della Gaetani - "un uomo vero, un uomo severo, un uomo antico": si tratta dunque di un titolo provocatorio. Del resto Gemma Gaetani non è nuova alle provocazioni femminil-sociologiche: il suo libro precedente, Elogio del tradimento, è un "pamphlet a potente e ragionata difesa dell’esercizio della libera e segreta infedeltà in coppia", come recita il sottotitolo.
Ogni donna ama un fascista è un diario antimoderno scritto in versi, in cui la Gaetani si fa interprete delle donne di oggi, alle prese con uomini fragili, femminilizzati, in fuga da ogni tipo di responsabilità, da quella di guidare la macchina nel traffico o di pagare il conto del ristorante, a quella di impegnarsi a metter su famiglia. Se non c'è nostalgia nella parola "fascista", ce n'è sicuramente,e tanta, per quello che un tempo si chiamava il sesso forte, per l'uomo tutto d'un pezzo che dalla nave che affondava faceva scendere prima le donne e i bambini.
